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Vi siete mai chieste perché il femminismo di oggi fatica ad essere preso sul serio?

Semplice! Basta farsi un giro online, sui social media, per capire che a volte siamo noi stesse a sabotarci.

Mi è capitato di leggere frasi tipo: “non puoi essere femminista se sei una donna etero, scopi con gli uomini e ti piace il cazzo”.

Ah bene! Quindi, per entrare nel club delle femministe, devo compilare un modulo di auto-certificazione sessuale? Ma il nesso tra le mie preferenze erotiche e la parità di genere deve essere sfuggito durante le lezioni di educazione civica.

Il regolamento non ufficiale…e assolutamente ridicolo

A quanto pare, c’è davvero bisogno di una bella ripassata su cosa si intenda per femminismo perchè molte fanno una gran confusione.

Essere femministe non significa “odiare gli uomini” solo perché in passato ci hanno fatto soffrire. No! Quello, carissime, è misandria ed è l’equivalente dell’essere immature, ferite o semplicemente bigotte. Ma sicuramente non femministe.

Il femminismo, quello vero, è una cosa piuttosto noiosa, basata su dati e diritti: è volere la parità di sesso e di genere in ogni ambito della vita: sociale, economico e politico. È una lotta con le strutture patriarcale e il sessimo, non contro gli individui. Punto!

C’è bisogno di un certificato di purezza femminista?

A sentire certe “guerriere social”, sembrerebbe quasi che i requisiti per essere una vera femminista siano:

  • requisito 1: l’orientamento sessuale deve essere non etero;
  • requisito 2: le preferenze erotiche devono escludere qualsiasi forma di piacere che possa minimamente beneficiare gli uomini;
  • requisito 3: se ti piace un uomo, perdi punti e soprattutto valore.

Ovviamento, scherzo. Tutto ciò è assurdo.

Una donna eterosessuale che prova attrazione per gli uomini e ha rapporti con loro è pienamente in grado di riconoscere, lottare e subire la disuguaglianza di genere esattamente come una donna lesbica, bisessuale o asessuale. La sua validità femminista non è definita da chi si porta a letto, ma dalla sua consapevolezza e dal suo impegno.

Non è perché sono eterosessuale e mi piace il cazzo che allora sono meno femminista di una donna lesbica. Anzi: chi stabilisce questi criteri di esclusione, è proprio quella che ha compreso fino in fondo il vero significato della sorellanza femminista.

Il femminismo non è un club esclusivo con un rigido dress code sessuale (quello lasciamolo alle discoteche), ma un movimento per la liberazione di tutte.

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giulinamastrocicco97@gmail.com

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