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Ebbene, chi non hai mai desiderato un uomo che ti rincorra all’aeroporto, ansimante, per fermarti all’ultimo minuto, con una dichiarazione strappalacrime? Invece l’unica persona che a malapena ti è corsa dietro è il tassista – non per amore, ma per chiedere i soldi della corsa appena effettuata.

La solita sfiga! La colpa non è nostra. Ma di tutti questi film romantici – Notting Hill o Serendipity – che ce l’hanno iniettato nelle vene da adolescenti.

Quello che le Rom-Com ci hanno promesso (e noi ci abbiamo creduto)

Facciamo il punto della situazione su cosa ci è stato venduto, e a che prezzo.

  • Notting Hill: un uomo normale, con una libreria, un appartamento scadente e una maglietta scadenta può guardare una donna negli occhi e conquistarla. Invece nella realtà, un uomo con una libreria ti manda il profilo Instagram senza bio e aspetta che sia tu a fare la prima mossa per poi rispondere semplicimente con un ‘ah, ok’.
  • The Notebook: Ryan Gosling costruisce una casa. Sì, letteralmente una casa per la donna che ama. Oggi, se un uomo propone un aperitivo che richieda più di due fermate di metro da casa sua, lo consideriamo già uno sforzo encomiabile.
  • Serendipity: se scrivi il tuo numero su un libro usato, il destino te lo riporterà indietro. Ma nella vita vera, se lasci il tuo numero in un libro, l’unica cosa che forse riceverai è una foto non richiesta su Whatsapp da uno che ha trovato il libro in un mercatino dell’usato.

Tinder: quel posto dove le Rom-Com vanno a morire

Hollywood ha provato ad aggiornarsi e ad adattarsi, mostrandoci una protagonista che apre Tinder, scorre qualche foto con aria scocciata ma, alla fine, trova l’amore della sua vita. Moderno, no? Ma c’è un piccolo dettaglio: l’uomo nei film è inspiegabilmente perfetto. Scrive frasi di senso compiuto. Si interessa. Propone un appuntamento in un posto carino, e non in un parcheggio abusivo.

Nella realtà, invece, Tinder è quel posto in cui un uomo su tre ha come prima foto la foto del pesce (perché?), uno su tre ha scritto ‘qui per una storia seria‘, ma che poi sparisce dopo il secondo messaggio come se fosse entrato in un programma protezione testimoni. E l’altro terzo ti manda un ‘ciao‘ veloce alle 23:52 e aspetta che sia la Divina Provvidenza a continuare la conversazione.

Nei film, persino le app hanno una colonna sonora. Da noi, solo la notifica di Luca89 con la bio ‘vivo, rido, viaggio’ che ti chiede ‘se sei sveglia’ alle due di notte.

Dunque, il problema non è Tinder. Il problema è che Hollywood ha più budget per i dialoghi, mentre Luca89 no.

Chiudiamo le app (e le aspettative)

Ok, facciamo un respiro collettivo: smettiamolo di farci del male. Non è colpa nostra se siamo cresciute con dichiarazioni strappalacrime, credendo che l’amore arrivi sempre con la pioggia battente e almeno un inseguimento al gate. Purtroppo, la vita reale non ha budget né il montaggio di una rom-com.

E prima di Tinder, le cose non andavano poi tanto meglio. L’unico propotipo di uomo che si poteva desiderare era Step di Tre Metri sopra al cielo che ti fa il cuore a pezzi e lo chiami romantico, piuttosto che chiamare uno psicologo. O Hardin di After, che ti tratta malissimo e tu chiami quella roba amore, piuttosto che chiamare la polizia. E i principi azzurri? Non pervenuti! Ma meglio così: chi diamine lo vuole un uomo in calzamaglia che gira a cavallo senza un piano per il futuro?

Forse è veramente arrivata l’ora di abbassare le aspettative. Senza esagerare, però. Accontentiamoci di un uomo che ci risponda entro l’ora di cena, che non usi il termine apericena con orgoglio e che soprattutto sappia coniugare i congiuntivi. Insomma, vogliamo solo qualcuno di reale, con i suoi i difetti e senza il vizio di ghosting.

Nel frattampo, Notting Hill è disponibile in streaming. Almeno Hugh Grant non delude e soprattutto non mi chiede “ehi, sei sveglia?” alle due di notte.

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giulinamastrocicco97@gmail.com

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