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Da circa un anno seguo un piano alimentare personalizzato sotto la supervisione di una nutrizionista e, devo ammetterlo, i risultati ottenuti finora mi stanno dando una grande soddisfazione.
Quando ho iniziato questo percorso pesavo 76 kg. Mi trovavo in una condizione di sovrappeso che non era solo una questione di numeri: non mi piacevo. Mi guardavo allo specchio e vedevo una persona che non mi rappresentava più. I vestiti che avrei voluto indossare mi stavano stretti e spesso mi sentivo a disagio con il mio corpo.
Con costanza, pazienza e una corretta alimentazione, le cose hanno iniziato a cambiare. Dopo quasi un anno sono arrivata a pesare 70 kg: sei chili in meno. Può sembrare un risultato modesto a chi è abituato a diete lampo, ma per me rappresenta un traguardo importante. Oggi i vestiti mi stanno comodi, alcuni addirittura più larghi e, soprattutto, mi sento più serena quando mi guardo allo specchio.
Il mio viaggio, però, non è ancora stato finito. Considerando la mia altezza di 160, il mio obiettivo ideale è raggiungere è i 65kg.
Il blocco e la proposta della nutrizionista
Negli ultimi mesi, tuttavia, il mio peso si è stabilizzato a 70 kg e sembra non volerne più sapere di scendere. Nonostante la mia costanza nel seguire un’alimentazione sana e a fare attenzione a ciò che mangio, la bilancia è rimasta ferma.
Proprio per questo motivo che la mia nutrizionista mi ha proposto una sfida: provare la dieta chetogenica per tre settimane. La mia prima reazione è stata un mix di curiosità e diffidenza. Avevo già sentito di parlare di questo approccio, spesso in termini molto contrastanti: c’è chi la considera miracolosa e chi, invece, la critica duramente.
Per questo ho deciso di affrontarla non come una ‘dieta fai-da-te’, ma come un percorso breve e controllato, con l’obiettivo di osservare come il mio corpo avrebbe reagito. Ammetto che l’idea di rinunciare per qualche settimana a molti degli alimenti che consumo abitualmente – come la pizza – mi spaventava un po’. Ma la curiosità di vedere se questo cambiamento avrebbe portato a dei benefici ha avuto la meglio.
Così è iniziato la mia avventura con la dieta chetogenica.
Le prime difficoltà: il caldo e l’adattamento
Iniziare una dieta chetogenica alle porte dell’estate, con temperature sopra la media, non è stato una passeggiata. Abituare il corpo a una riduzione così drastica dei carboidrati ha richiesto un inevitabile periodo di assestamento.
Nei primi giorni ho avvertito un leggero calo di energia, momenti di stanchezza e la necessità di pianificare i pasti con maggiore attenzione rispetto al solito. Complice il caldo soffocante delle ultime settimane, è stato difficile distinguere cosa dipendesse dalla dieta o cosa invece fosse causato dalle alte temperature.
Dopo circa una settimana, però, la situazione ha iniziato a migliorare. Mi sono sentita più stabile dal punto di vista della fame e ho notato una riduzione dei classici ‘cali di zuccheri’ che talvolta mi accompagnavano durante la giornata. In questo processo è stato fondamentale seguire alla lettera il consiglio della nutrizionista: assumere un integratore di sali minerali due volte al giorno per compensare le perdite dovute alla chetosi e alla sudorazione.
Ostacoli sociali e i primi, incredibili, risultati
Se devo tracciare un bilancio di questa prima settimana, le principali difficoltà sono state due: la gestione dei pasti fuori casa e la rinuncia a pasta, dolci e si, lo ammetto senza vergogna, la pizza.
Proprio la pizza è stata la sfida più grande. Restare una settimana senza mangiarla, per un’italiana come me, è davvero dura. Mi sono ritrovata a chiedermi come facciano quelle persone che vi rinunciano volontariamente per mesi o addirittura per anni. Onestamente, per ora, non credo di appartenere a quella categoria.
Nonostante questa nostalgia del sabato sera, risultati non si sono fatti attendere. Allo scadere della prima settimana, sono salita sulla bilancia e ho visto un numero che non vedevo da tempo: 68.8kg. Significa che ho perso due chili.
Una nota di consapevolezza: so perfettamente che una parte di questa perdita iniziale sia legata ai cambiamenti metabolici e alla riduzione delle riserve di glicogeno, ma vedere finalmente la bilancia muoversi dopo mesi di stallo è stato molto motivante.
E adesso?
Per ora sono trascorsi solo pochi giorni ed è presto per tirare le somme definitive. Posso dire, però, di essere curiosa di vedere come evolveranno le prossime due settimane.
Alla fine delle tre settimane pubblicherò un aggiornamento con il bilancio completo del percorso. Vi racconterò se i risultati ottenuti in questi primi giorni saranno stati confermati e se, alla fine, sarà valsa la pena di rinunciare alla pizza (almeno per un po’).
A presto!
