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Su X è riemersa l’ennesima polemica di cui non sentivamo il bisogno: ‘a un certo della propria vita il partner diventa più importante degli amici”. Davvero dobbiamo stilare una classifica stile Serie A degli sentimenti?
Mettiamo subito le cose in chiaro: mettere il partner in cima a tutto può starci solo sei hai 14 anni, sei alla tua prima cotta e la tua massima preoccupazione è scrivere ‘cucciolo+cucciola=love‘ sul diario. Ma se hai superato i 20 anni e non sai distinguere l’amore dall’amicizia, hai evidentemente un problema di coordinazione sociale.
L’amico storico vs il partner last minute
Facciamoci un attimo esame di coscienza. Gli amici, il più delle volte, ti conoscono da molto tempo prima che venissero scoperti i correttori per le occhiaie. C’erano. Il partner, invece, è quella figura che entra nella tua vita quasi all’improvviso: vi piacete, vi frequentate e vi fidanzate. Quanto durerà? Un anno? Due? Tutta la vita? Chi lo sa.
Nel dubbio, decimare il proprio gruppo di amici solo per qualcuno conosciuto tre mesi fa su Tinder non sembra una mossa da geni della finanza emotiva. Soprattutto, in questo periodo dove fare nuove conoscenze amicali è veramente un’impresa.
Il famigerato ‘effetto pacchetto’: ovvero, presentarlo agli amici
Immagina la scena: hai 25 anni, vivi fuori sede per l’università e i tuoi amici di sempre fanno i salti mortali per venirti a trovare. Tu stai con un ragazzo da ben … un mese circa.
Due scene:
- Scenario A: lo porti ovunque, persino a prendere un semplice caffè alle 8 di mattina, costringendo i tuoi amici a fare conversazione con un perfetto sconosciuto quando invece vorrebbero solo insultarti in totale libertà. Errore.
- Scenario B: convivete da mesi? Allora è naturale che sia una presenza costante nella tua vita e sono i tuoi amici a dover accettare il ‘pacchetto casa’. Senza esagerare, naturalmente. Non significa vivere in simbiosi.
Il segreto è non subire la sindrome della cozza. Se vivi costantemente attaccato al partner, dimenticando il resto del mondo, alla fine è anche normale che i tuoi amici si stancano e ti mandano – giustamente e giustificamente – a quel paese.
La prova del nove: vacanza di gruppo
Si possono fare vacanze sia di coppia che con gli amici? Certo, a patto di non soffrire di sdoppiamento della personalità. Il problema nasce quando si cerca di infilare il partner a forza nell’annuale viaggio di gruppo, convinti che ‘tanto si adatterà’.
Spoiler: no, non si adatterà. Finirete voi a fare da mediatori tra il vostro fidanzato/a e i vostri amici storici, con il risultato che nessuno si divertirà.
I viaggi con gli amici sono molto diversi da quelli di coppia.I viaggi di coppia offrono un’intimità unica, mentre quelli di gruppo sono pieni di imprevisti, complicità, orari sballati e battute interne che nessuna cena a lume di candela potrà mai replicare. Vuoi portare il partner al viaggio di gruppo? Perfetto, ma con una regola: deve saper stare al gioco secondo le regole e tu non devi fare la cozza attaccata allo scoglio. Altrimenti, meglio due weekend separati che una settimana di inferno condiviso.
Parola chiave? Equilibrio (non è una bestemmia)
Isolare il partner o cancellare gli amici non è segno di un ‘amore maturo’: è una gestione fallimentare degli spazi personali. Se il tuo partner ti vieta di vedere i tuoi amici che conosci da una vita, non si tratta di una sana scala di priorità: è una relazione tossica. Punto.
Saper dosare i tempi non ti rende meno innamorato, ti rende solo un adulto funzionale. Anche perchè, diciamolo: se la storia finisce, da chi andrai a piangere sulla spalla? Esatto, da quegli amici che avevi ghostato per sei mesi. Evitiamoci quindi l’imbarazzo.
