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La fiducia che diamo all’Intelligenza Artificiale è spropositata! Ma perchè? Semplice: i chatbots sono campioni mondiali di sicurezza immotivata. Anche quando sbagliano, lo fanno con quell’eleganza che quasi ti convincono che sei tu quello in errore.

Tu gli chiedi qualunque cosa, loro ti rispondono come un professore universitario…e noi? Beh, noi ci fidiamo. Senza verificare. Mai! Questo è quello che gli esperti chiamano “overconfidence”. Io, invece, la chiamo semplicimente: pigrizia travestita da fiducia tecnologia.

Ho provato a smarscherarli!

Il test del filosofo

“Ehi, Gemini, dammi una citazione di Platone”

Lei, gentilemente, ti calcola la risposta e poi ti spara.

La musica è la legge morale. Essa dà un’anima all’universo, le ali alla mente, il volo all’immaginazione, un fascino alla tristezza, l’allegria e la vita a ogni cosa. È l’assenza dell’ordine e conduce a tutto ciò che è buono, giusto e bello.

Una frase bellissima, no? Talmente filosofica che ci fideremmo subito. Ma ERRORE! Questa frase, carissimi, non è di Platone!

Okay, l’AI l’ha attribuita a lui in un momento di allucinazione digitale. In realtà, la frase è di Damone di Oa… o e un semplice aforisma moderno senza una fonte certa.

Pigrizia e l’amico so-tutto-io

Qual è il problema?

L’AI mi ha dato una risposta con una frase complessa e autorevole. E se fossimo stati pigri (come succede spesso), l’avremmo usata in un prossimo saggio o status, facendo la figura degli intenditori con gli amici che non sanno nulla di filosofia.

Altrimenti, avremmo fatto la figura degli ignoranti.

È come quell’amico un po’ so tutto io che ti dice qualunque cosa con quella sicurezza che tu gli credi, e poi scopri che ha confuso Ciceroni con CiccioGamer.

L’AI non è Dio: trattala come una stagista

Insomma, il messaggio è abbastanza chiaro, no? Non prendiamo ogni parola che dice come oro colato.

Non serve nemmeno demonizzarla, sarebbe sciocco. Basta trattarla come se fosse una stagista: molto capace, molto veloce ma che ha bisogno di un capo che controlli il suo lavoro prima della relazione finale.

Anche perchè ti piaccia o no, l’AI è già il futuro, come lo furono i computer che i nostri nonni criticavano o guardavano come strumenti del demonio. Alla fine, però, sono stati costretti a impararne l’uso.

Lo stesso succederà per l’intelligenza artificiale.

Usala, con moderaziona. Ma non fidarti ciecamente. Mai!

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giulinamastrocicco97@gmail.com

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