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Manca solo un giorno alla prossima visita di controllo con la mia nutrizionista e, dopo altre due settimane di percorso, posso finalmente tirare le somme. La situazione è continuata a migliorare e l’ago della bilancia è sceso ancora, arrivando a 66,7 kg. Altri due chili persi.
Se penso che solo un mese fa mi sentivo ferma e intrappolata in uno stallo insuperabile a 70 kg, questo risultato mi sembra così incredibile. Eppure, queste due settimane non sono state prive di sfide, soprattutto sul piano mentale e sociale.
La prova del nove: gestire un grande evento in cheto
La sfida più difficile? Gestire una serata completamente fuori dallo schema: il concerto di Irama a Milano.
Chiunque sia stato a un grande concerto sa come funziona: ore di attesa in piedi, il caldo, l’adrenalina e la fame che si fa sentire. In quel contesto, le opzioni classiche da street food si riducono quasi sempre a un panino veloce o a un trancio di pizza. Per me, ovviamente, la risposta doveva essere: no, e poi no.
Ammetto che prima di partire l’ansia si è fatta sentire: se mi dovessi sentire male? E se non avessi abbastanza energia per cantare e ballare per tutta la sera?
E invece, il mio corpo mi ha sorpresa. Ho pianificato con cura il pasto mangiando prima dell’evento; non ho solo ho retto i ritmi della serata senza mostrare alcun accenno di debolezza ma mi sono anche goduto il concerto alla grandee a pieno ritmo.
Oltre la bilancia: la ricerca dell’equilibrio
Questa esperienza mi ha portato a una riflessione. La vera sfida non è tanto il perdere peso velocemente in poche settimane, quanto saper costruire un rapporto equilibrato con il cibo che possa durare nel tempo.
Forse è per questo che la dieta chetogenica viene proposta dai professionisti come un approccio alimentare temporaneo e sotto stretta supervisione. Nel mio caso, è stata uno strumento utile per superare un periodo di stallo e acquisire maggiore consapevolezza delle mie abitudini alimentari, ma non la considero una soluzione da seguire per sempre.
La dieta cheto ‘fai da te’ non è mai una buona idea, soprattutto si non si è abituati a gestire un regime così restrittivo. Il nostro organismo ha bisogno di equilibrio, e pensare che basti eliminare drasticamente i carboidrati per dimagrire in modo sano non è una la cosa più logica. I carboidrati non vanno demonizzati: sono una fonte importante di energia e, se inseriti nelle giuste quantita all’interno di una alimentazione sana e bilanciata, hanno un ruolo fondamentale per il benessere.
Cosa mi porto a casa da questo viaggio
Se c’è una lezione che ho imparato da questa avventura è che non esistono scorciatoie miracolose. Non esistono beveroni magici, o diete universali valide per tutti.
Esistono percorsi personalizzati, costruiti sulle esigenze della persona singola e accompagnati da professionisti competenti. E, almeno per me, è proprio questo il segreto dei risultati ottenuti finora.
Ora, con una nuova consapevolezza e tanta motivazione in più, sono pronta a scoprire quale sarà il prossimo passo verso il mio obiettivo finale: i 65kg.
