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Lunedì sera ho fatto una cosa stupida: ho guardato la prima puntata dei I Cesaroni – il Ritorno.
E no, non ero tra quelle che aspettavano questo momento con le lacrime agli occhi. Più che altro ero nel team: ‘ma serviva davvero?’
Eppure…sorpresa, non è stato poi così male.
Calma. Non sto dicendo che sia un capolavoro. Ma nemmeno che siamo ai livelli delle prime stagioni. Però forse, prima di distruggere tutto dopo il 42 minuto di episodio, diamogli una possibbilità. Magari ne esce qualcosa di buono.
Assenze illustri, ovvero: grazie per esservi salvati
La mancanza di Antonello Fassari pesa. E tanto. Non manca solo il personaggio : manca un pezzo di atmosfera che se n’è andato con lui. Punto.
Alessandra Mastronardi non c’è, e quindi metà della storia di Marco perde di significato.
Elena Sofia Ricci e Max Tortora? Diciamolo chiaramente: senza di loro manca quel caos familiare che rendeva la serie viva e credibile.
2008 chiama, ma nessuno risponde
I Cesaroni non erano le trame. Erano le dinamiche.
Giulio, Cesare ed Ezio: caos organizzato e conversazioni inutili ma fondamentali. Marco ed Eva che si innamoravano sotto lo stesso tetto, mentre noi a farci dilemmi etici—fratellastri cosa? Erano due adolescenti, punto. Alice e Rudy, invece, litigavano così tanto che a un certo punto sembrava il loro linguaggio principale.
Poi c’erano Marco e Walter. Nel 2008 erano i classici bellocci incasinati, immaturi ma tutto sommato autentici. Oggi… non lo so. È come se fossero cresciuti male. Non invecchiati: proprio cresciuti male. Manca evoluzione, manca spessore. Sembrano versioni sbiadite di quello che erano.
E fa strano dirlo.
Paradossalmente, quello che potrebbe funzionare di più è Mimmo. Si, proprio lui – il piccolo della casa Cesaroni. Federico Russo potrebbe essere l’unico a portare qualcosa di nuovo.
E si, guarderò anche la seconda puntata
Non voglio fare quella che ‘eh, ma prima era meglio’.
Perchè, sì, prima era meglio. Ma forse perchè era un altro momento. I Cesaroni erano LA famiglia del 2008. Un fenomeno che arrivava al momento giusto, con i personaggi giusti. E questo le nuove generazioni non potranno mai capirlo veramente.
E va bene così.
Ma io resto. Guardo, giudico (un po’) e aspetto.
E nel frattempo….rewatch delle prime stagioni. Quelle vere.
