- 0
- 586 words
Una volta, per masturbarsi, c’erano i giornalini pornografici acquistati in edicola. Oggi basta aprire una qualsiasi chat erotica su Internet per trovare contenuti espliciti e persone con cui interagire. E, il più delle volte, non si è nemmeno soli: dall’altra parte dello schermo c’è sempre per qualcuno disposto a fare conversazione.
Per capire meglio come funzionano questi ambienti, ho deciso di fare un esperimento. Mi sono iscritta in forma anonima a una chat erotica e ho finto di essere una semplice utente in cerca di compagnia. Ecco cosa è successo.
L’esperimento: entrare in una chat erotica
Mi sono registrata con il nickname ‘curiosa2026’. Nessuna email personale, nessuna foto profilo. Una volta effettuato l’accesso, si entra in una chat pubblica. Nel mio caso era la stanza #hot, che, già dal nome, lascia pochi dubbi su quale possa essere l’argomento di conversazione.
Erano le 12:06 quando sono entrata. Nel giro di appena tre minuti avevo già ricevuto tre messaggi privati, tutti con un approccio esclusivamente sessuale. Uno addirittura recitava: ‘vogliosa di essere scopata??’
Un inizio decisamente diretto.
Come si comportano gli utenti?
Per non alterare l’esperimento, ho evitato di presentarmi subito come una blogger. Ho mantenuto un approccio informale, come se fosse lì per divertirmi o semplice curiosità.
Contrariamente a quanto mi aspettassi, però, le prime conversazioni non sono state aggressive. L’approccio è stato educato, anche se orientato al sesso. Le domande erano esplicite, ma raramente volgari. Più frequenti frasi come ‘ti stai masturbando sola?’ piuttosto che richieste come ‘fammi vedere il seno’. Richieste che di solito uno si aspetterebbe in queste piattaforme. O forse non ero ancora entrata nel momento clou della conversazione?
Comunque, parlando con un utente (che preferisco lasciare in anonimo), è emerso un fenomeno interessante: molte di queste persone fingono di essere femmine solo per prendere in giro altri utenti. C’è anche chi le utilizza per vendere video o foto in webcam, un meccanismo simile a quello ormai diffuso su OnlyFans.
Esistono poi gli utenti abituali, quelli che entrano ogni giorno sempre con lo stesso nickname. Alcuni sembrano ossessionati dalla ricerca di persone ben precise, anche se spesso non sanno nemmeno loro cosa stanno cercando. Non posso sapere quali siano le motivazioni di tutti gli utenti iscritti. Tuttavia, parlando con alcuni di loro, ho avuto l’impressione che, oltre al sesso, alcuni cercassero solo qualcuno con cui chiacchierare ed evadere dalla quotidianità.
Cosa è successo quando ho detto chi sono veramente
Alle 12:36, dopo una mezz’oretta dall’accesso, i messaggi privati erano già triplicati. A quel punto ho deciso di rivelare il vero motivo della mia presenza, spiegando di essere una blogger impegnata nella realizzazione di un articolo sull’argomento.
La reazione è stata curiosa. E i più disponibili a rispondere sono stati gli utenti più giovani, che si sono dimostrati aperti a parlare anche degli aspetti sociali e psicologici di queste chat. Gli utenti più maturi, invece, tendevano a evitare questo tipo di domande e riportavano rapidamente la conversazione sul sesso.
D’altronde, con nickname come ‘Eccitato’, ‘Voglioso’ o ‘MaturoCazzoduro’, era difficile aspettarsi un approccio diverso.
Cosa mi resta dopo 60 minuti lì dentro
Alle 12:51 mi sono disconnessa. Ma dopo quasi un’ora passata in quelle chat, mi sono resa conto che, dietro a nickname spesso ridicoli e approcci interamente sessuali, si nasconde un’umanità diversa da quella che mi immaginavo. C’è chi cerca solo un momento di evasione, chi un’eccitazione rapida e chi, invece, sembra avere un disperato bisogno di essere ascoltato.
Internet cambia gli strumenti, ma non i bisogni delle persone.
